Don peter e la "sua" comunita'
12/01/2010 16.58.00
Carissimi San Gregoriani-Maglianesi, ricevete tanti caldi saluti dal Ghana.
È vero che fa caldo qui, ma mi sento sempre avvolto dalla calda
fiamma del vostro affetto e della vostra simpatia. E questo mi reca una
gioia immensa. Sto bene di salute. Mi mancate tutti quanti e quanto
vorrei abbracciarvi presto! Stando con voi a San Gregorio, ho maturato
la convinzione che per avere tutto, devi dare tutto e non più appartenerti
per nulla. Questa convinzione è una verità su cui possiamo sempre
appoggiarci. L’amore di te stesso ti danneggia più di ogni altra cosa al
mondo. Qui in Ghana, questa convinzione continua a crescere e mi
sta aiutando un sacco nella pastorale che svolgo. Tra tutti gli incarichi
in cancelleria, al tribunale ecclesiastico, nell’ ufficio di immigrazione,
quello che mi riempie di più è il servizio nella mia piccola comunità (parrocchia)
ad Asokwa (la città dove si trova la comunità). Abbiamo iniziato
con pochi fedeli e il Signore pian piano la sta facendo crescere.
Questa piccola comunità non ha tanti averi ma rimane un gioiello, perché
si impegna tanto per farcela e fare con gioia. È una comunità che
ti insegna ad ascoltare prima di parlare, una comunità per la quale non
puoi fare altro che dedicartici completamente e pienamente. Ho imparato
a pregare così stando con la mia nuova comunità: Fa, o Signore,
come tu dici, mi è gradito ascoltare il tuo insegnamento. Ciò mi reca
una vera grande pace e fiducia. Sono cresciuto e sono convinto che
anche nei momenti più bui della nostra vita, sappiamo che Dio non è
mai assente. Come ci ricorda san Paolo: “Tutto concorre al bene di coloro
che amano Dio”. (Rm 8, 28). Questa comunità ha sulle spalle tanti
progetti da realizzare con pochissimi mezzi. Ancora oggi abito presso
un’ altra parrocchia, dove presto servizio. Quando il pastore non abita
in mezzo al suo gregge, è tutto un’ altra cosa. Quanto vorrei dimorare
in mezzo alla mia comunità, per vivere la loro semplicità e povertà, per
ridere e piangere con loro, per ascoltarli e parlargli, per dare e ricevere
da loro, ecc. Ma come è possibile se la canonica non è ancora finita?
Ora dobbiamo fare il soffitto, le mattonelle, tutti gli impianti luce, acqua
e gas; il terreno è fangoso, quindi bisogna riempire l’area intorno alla
canonica, e poi mancano tutti gli arredi della chiesa, ma la gente è troppo
povera! Abbiamo inoltre tanti giovani nel territorio della parrocchia:
vogliamo far loro conoscere Dio, il vero Dio, perché questo significa
ricevere speranza. Se riusciamo a organizzare dei corsi o fare un oratorio
per loro, l’evangelizzazione andrà molto avanti.
Vi ringraziamo del bonifico della giornata missionaria e degli altri doni
che ci avete mandato. La visita di Cristina a Kumasi è stata un dono. Il
Signore vi benedica. Vorrei farvi gli auguri del Santo Natale con uno dei
gioielli che la comunità di San Gregorio mi ha elargito: l’attenzione alle
persone, soprattutto i bisognosi, cioè non solo fare ma fare con il cuore
ed essere presente a loro. Come dice san Paolo, “Se anche distribuissi
tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non
avessi la carità, niente mi giova”(1 Cor 13,3). L’ azione pratica resta
insufficiente, se in essa non si rende percepibile l’amore per l’uomo,
un amore che si nutre dell’incontro con Cristo. L’intima partecipazione
personale al bisogno e alla sofferenza dell’altro diventa così un partecipargli
me stesso, perché il dono non umili l’altro. Prova tu a dedicare
o prestare un’oretta con le nonnette alla perla Casa della Carità.
Devi dare loro non soltanto qualcosa di tuo ma te stesso, devi essere presente
nel dono come persona. Allora, non sarai mai lo stesso. Cerco di
farlo anch’io con la mia comunità.
Un santo Natale vi aspetta.
AUGURIIIIIIIIIII! Don Peter

